{"id":354,"date":"2023-09-26T22:20:38","date_gmt":"2023-09-26T21:20:38","guid":{"rendered":"https:\/\/plajanum.it\/web\/?p=350"},"modified":"2023-09-26T22:25:05","modified_gmt":"2023-09-26T21:25:05","slug":"la-mia-eleonora-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/plajanum.it\/web\/2023\/09\/26\/la-mia-eleonora-2\/","title":{"rendered":"LA MIA ELEONORA"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-cover\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim\"><\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"283\" height=\"378\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-359\" alt=\"\" src=\"https:\/\/plajanum.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Immagine-ELEONORA-P.-FONSECA-1.jpg\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/plajanum.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Immagine-ELEONORA-P.-FONSECA-1.jpg 283w, https:\/\/plajanum.it\/web\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Immagine-ELEONORA-P.-FONSECA-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Questa ultima fatica di&nbsp;<strong><em>Ersilia Di Palo<\/em><\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>di Eleonora Pimentel Fonseca, coinvolge il lettore dalla prima all\u2019ultima riga in una narrazione che non \u00e8 una semplice esposizione di fatti storici. Si tratta di una vero e proprio racconto che ha due pregi: da un lato crea una connessione sentimentale tra il lettore e le vicende narrate, un\u2019atmosfera coinvolgente, con capovolgimenti di situazioni, attese e speranze; dall\u2019altro impegna il lettore a riflettere sulla dolorosa vicenda della repubblica napoletana del 99 che , per la sua complessit\u00e0, profondit\u00e0 e sfaccettature, non pu\u00f2 rientrare in categorie che avrebbero come unica conseguenza, la riduzione di un evento ricco di significati, al tentativo velleitario di un gruppo di intellettuali di rovesciare un regime.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che colpisce di questo testo \u00e8 lo spazio dato al vissuto, all\u2019erlebnis, alla vita dei singoli personaggi, alle loro contraddizioni, alle loro fragilit\u00e0. Non \u00e8 una descrizione di fatti storici: la scrittrice penetra nella profondit\u00e0 degli eventi, assume la veste di talpa che scava in lungo e in largo nell\u2019anima non solo dei repubblicani, ma anche del re Ferdinando a tutti noto come il \u201dre lazzarone\u201d, conosciuto come un monarca volgare, prepotente; in realt\u00e0 per buona parte, il suo regno fu una monarchia illuminata, che speriment\u00f2 progetti all\u2019avanguardia come quello di San Leucio che prevedeva l\u2019istruzione obbligatoria per i figli del popolo, case agli operai, lavoro ben pagato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019analisi a 360 gradi che compie l\u2018autrice e la effettua con sguardo scaleno, senza sposare pregiudizialmente nessuna tesi pro o contro la monarchia, pro o contro la repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa narrazione delle diverse fasi della repubblica napoletana, emerge la figura della marchesina Eleonora, eroina tragica, il cui destino si identifica con quello della citt\u00e0 di Napoli, un destino in cui si intrecciano, come in una danza, verit\u00e0 e falsit\u00e0, illusioni e disincanto, speranze e rassegnazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo del testo: la mia Eleonora tra storia e mito. L\u2019aggettivo possessivo che precede il nome della marchesina \u00e8 emblematico del legame che unisce l\u2019autrice a Eleonora non solo, del rapporto tra Eleonora e Napoli, un rapporto che una poesia della stessa marchesina mette in luce. Eleonora, portoghese, vissuta a Roma, trasferita bambina a Napoli, si innamora di questa citt\u00e0, dei suoi colori, del rumore festante, della gioia scoppiettante dei suoi abitanti. Eleonora imparer\u00e0 a parlare in dialetto per poter comunicare con la gente del popolo. \u00c8 lei la coscienza infelice della rivoluzione napoletana, \u00e8 lei che si rende conto che, per parlare al popolo, bisogna adottare lo stesso linguaggio per farsi capire, \u00e8 lei che si rende conto della distanza abissale che separa il popolo dagli intellettuali, \u00e8 lei che attraverso il Monitore cercher\u00e0 di proporre una pedagogia popolare, una formazione, un orientamento della povera gente. Un tentativo coraggioso, che rivela una forza leonina, una determinazione straordinaria che non verr\u00e0 premiata, non verr\u00e0 capita, tutt\u2019altro. Sar\u00e0 lei, proprio lei, ad essere sbeffeggiata con crudelt\u00e0 proprio da quel popolo al quale aveva dedicato la sua vita. Il rapporto tra Eleonora e Napoli \u00e8 una questione con la quale non abbiamo ancora chiuso i conti. La repubblica napoletana, la sua brevissima vita, pone a tutt\u2019oggi domande che chiedono una risposta, problemi che chiedono una soluzione. Quei martiri giustiziati a piazza Mercato, chiedono che si faccia luce su un momento tra i pi\u00f9 bui della storia di questa citt\u00e0. E la storia della marchesina Eleonora \u00e8 emblematica di un groviglio di fatti storici che non possono essere risolti con narrazioni agiografiche che si limitano a santificare chi, in quel tempo disgraziato, fu massacrato, deriso, violentato pubblicamente. Il lavoro di Ersilia Di Palo rappresenta una occasione per rivedere e riflettere su quella stagione che a tutt\u2019oggi rivendica comprensione, analisi non pregiudiziale, onest\u00e0 intellettuale per potersi annoverare tra i grandi contributi dati alla storia di questa citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa ultima fatica di&nbsp;Ersilia Di Palo di Eleonora Pimentel Fonseca, coinvolge il lettore dalla prima all\u2019ultima riga in una narrazione che non \u00e8 una semplice esposizione di fatti storici. 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